Tecniche e Interventi innovativi, il Mater Olbia guarda al futuro.

L'Unità di Ortopedia punta su tecnologia e trattamenti personalizzati
Olbia. L’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia del Mater Olbia Hospital continua a crescere, e non solo nei numeri. Ai 1300 interventi in sala operatoria registrati ogni anno e ai circa 600 di chirurgia ambulatoriale, si aggiungono numerose tecniche innovative che consentono di ricorrere alla chirurgia solo quando è strettamente necessaria. Oltre alla medicina rigenerativa, metodica attraverso la quale si utilizzano cellule staminali mesenchimali per riparare (rigenerandoli) i tessuti danneggiati, vi sono nuovi sviluppi per il trattamento conservativo dell’artrosi.
Innovazione Terapia Conservativa
«La chirurgia protesica è il nostro cavallo di battaglia - spiega il professor Vincenzo De Santis, primario del reparto -: gestiamo il paziente dalla classica terapia infiltrativa con acido ialuronico in ambulatorio sino alla sala operatoria. Poniamo particolare attenzione ai pazienti giovani con artrosi precoce cercando di ritardare il più possibile l’intervento chirurgico che, quando inevitabile, viene eseguito utilizzando tutte le più moderne tecniche mininvasive a disposizione soprattutto riguardo la conservazione del “patrimonio osseo” del paziente. Ci sono però casi particolari di pazienti che soffrono di altre gravi patologie concomitanti, che, per motivi anestesiologici, non possono essere operati. E qui c’è la svolta perché, proprio per questi pazienti, è stata individuata una nuova molecola grazie alla quale il paziente può ritrovare uno stato di benessere senza l’intervento chirurgico. Si tratta di un idrogel non riassorbibile indicato nell’artrosi di ginocchio che resta all’interno dell’articolazione del paziente (non venendo “smaltito” dall’ambiente articolare a differenza di PRP, acido ialuronico e cellule mesenchimali) andando a costituire un cuscinetto tra le due superfici usurate ed agendo altresì sulla membrana sinoviale, garantendo così un sollievo persistente al paziente con artrosi grave. Aspetto importante: è sufficiente una singola e semplice somministrazione intra articolare. Questo farmaco può essere consigliato anche a tutti i pazienti giovani che non hanno avuto i benefici sperati con l’acido ialuronico nel trattamento del dolore artrosico andando così a scongiurare un precoce intervento chirurgico. Il profilo di sicurezza generale è ottimo, l’idrogel è stato infatti studiato negli ultimi 20 anni ed è utilizzato nell’uomo con varie indicazioni». Il farmaco oggi non è ancora coperto dal sistema sanitario nazionale e per questo motivo la Direzione dell’ospedale sta valutando la possibilità di compartecipare all’acquisto del farmaco per pazienti con specifiche caratteristiche patologiche.
Tecnologia Robotica
Ma le innovazioni dell’Ortopedia del Mater Olbia vanno oltre. «utilizziamo il robot nelle protesi primarie e siamo stati tra i primi in Italia a utilizzarlo per la revisione di protesi totale al ginocchio. L’usura delle componenti protesiche produce infatti delle particelle che fanno scollare l’impianto (mobilizzazione asettica). Grazie alla tecnologia in nostro possesso, riusciamo a gestire gli interventi di reimpianto con maggiore precisione anche in assenza di quei punti di riferimento che sono alterati dalla perdita di tessuto osseo che è una costante negli interventi di revisione protesica» prosegue il primario.
Ma sono tante le aree di intervento in cui opera il reparto guidato dal professor De Santis. «Ci occupiamo di tutta la chirurgia ortopedica, compresi anche i tumori muscolo-scheletrici sia primari che le metastasi ossee in collaborazione sia con il reparto di radioterapia oncologica del Mater, sia con il reparto di ortopedia del Gemelli. Grande attenzione viene poi riservata alla traumatologia dello sport focalizzata sui traumi dello sportivo (rottura de legamento crociato o del menisco a seguito di traumi distorsivi o lesioni del cercine glenoideo nelle lussazioni di spalla), e più in generale alla chirurgia artroscopica che comprende anche il trattamento delle lesioni microtraumatiche e degenerative (tipiche quelle a carico dei tendini della cuffia dei rotatori nella spalla) nel paziente più in là con gli anni: «per spalla e ginocchio stiamo avendo degli ottimi risultati dall’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali derivate dal grasso - ha aggiunto il primario - come facilitatore della guarigione - ».
Il Reparto
I posti letto di cui dispone il reparto sono 14 (più due di day hospital) mentre l’équipe è attualmente composta da sei specialisti. Servirebbe qualche professionista in più considerato il volume di attività in continua crescita ed è proprio per questo motivo che la struttura è alla ricerca di nuovi professionisti da inserire in organico, e non solo in ortopedia e traumatologia.
Infine, l’ambulatorio «è aperto tutti i giorni, mattina e pomeriggio, con l’obiettivo di minimizzare l’attesa di coloro che devono fare una visita e per seguire il decorso dei tanti pazienti che operiamo».
I precedenti
In un ospedale ancora “giovane”, che ha aperto i battenti con l’attività ambulatoriale nel dicembre del 2018 dando poi il via ai ricoveri nel luglio dell’anno successivo, sono stati numerosi gli interventi innovativi eseguiti. Due anni fa, per la prima volta in Sardegna, sono state impiantate protesi di ginocchio su misura in 3D che grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale hanno consentito di dare al paziente un’articolazione con caratteristiche strutturali e biomeccaniche completamente speculari all’anatomia del paziente, riducendo notevolmente i tempi di ripresa. Anche questo intervento, come era stato ribadito dai vertici dell’ospedale, «è stato determinante per qualificare ulteriormente l’offerta di sanità di qualità che il Mater garantisce alla Gallura e a tutta l’isola».
